L’emisfero Android, dopo aver dato origine alle varianti Android Go ( versione semplificata del sistema operativo di Google per i dispositivi dotati di caratteristiche tecniche molto semplici, i cosiddetti dispositivi entry level) e Android AOSP basate sul progetto Open Source Android rom, molto presto si arricchirà di una nuova versione del sistema operativo.

A chi sarà rivolto? Udite ! Udite ! Il nuovo sistema operativo è destinato alle macchine virtuali e prenderà il nome di Microdroid.

Microdroid, molto probabilmente, dovrebbe essere un’immagine minimalista di Linux basata su Android.

In parole povere, sarà una versione ancora più semplificata del sistema mobile pubblicato da poco nella directory di sviluppo da Jiyong Park, ingegnere di Google.

L’obiettivo sarebbe quello di consentire l’esecuzione di una versione molto leggera dell’OS in modo da poter eseguire applicazioni senza chiamare in causa l’intero ambiente.

Microdroid arriverà molto presto

Microdroid, il nome della la versione miniaturizzata di android, è apparso per la prima volta nel codice sorgente  di Android 12.

Sono già emersi alcuni dettagli su questa nuova versione, che, come anticipato poco sopra, sarà un’immagine minimalista di Linux basata su Android e destinata ad essere utilizzata nelle macchine virtuali. 

Microdroid sarà anche incluso nel modulo di virtualizzazione APEX. Al momento vi sono alcuni dubbi sull’uso o lo scopo di questo nuovo mini sistema Android, soprattutto perché alcuna notizia ufficiale è virtualizzazioneata rilasciata da Google.

Le voci di corridoio asseriscono che Google stia lavorando per portare il sistema di virtualizzazione linux da Linux ad Android .

Se quello appena detto si dovesse rivelare corretto aumenterebbe la sicurezza caricando codice con privilegi elevati in una macchina virtuale, allo stesso livello del sistema operativo.

Se consideriamo che il SoC Snapdragon 888, presentato da Qualcomm verso gli sgoccioli  dello scorso anno, è dotato di hypervisor , ovvero il software che crea ed esegue macchine virtuali in grado di isolare i dati delle applicazioni e del sistema operativo sullo stesso dispositivo.

Tutto ci fa presagire che grazie a  MicroDroid sarà possibile sfruttare questa tecnologia consentendo agli utenti di godere di due versioni molto leggere del sistema operativo sullo stesso smartphone per passare facilmente dall’una all’altra (es: uso personale e business).

Inoltre non sappiamo se MicroDroid potrà essere utilizzato da editor di terze parti. L’unica possibilità per provarlo su un computer è installare un emulatore di tipo BlueStacks.

Per saperne di più su MicroDroid dovremo aspettare qualche settimana, molto probabilmente  potrebbero essere annunciato con Android 12, ma non ne siamo certi visto l’alone di mistero che lo circonda.

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