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WhatsApp, istruzioni nascoste pensate per l’IA: Redact segnala limitazioni su Garante e norme privacy

Un’analisi di Redact ha individuato testi nascosti nel centro assistenza di WhatsApp destinati ai modelli linguistici che impedivano di suggerire il ricorso alle autorità di protezione dei dati; Meta replica spiegando le finalità di qualità del servizio

WhatsApp, istruzioni nascoste pensate per l’IA: Redact segnala limitazioni su Garante e norme privacy
©Illustrazione IA Nicola Zanardelli / twisterandroid.com

Istruzioni non visibili nelle pagine di supporto rivolte ai modelli linguistici

Un'analisi condotta dalla società specializzata nella cancellazione dei dati personali Redact ha rilevato la presenza di testi nascosti all'interno del centro assistenza di WhatsApp che sembrano destinati non agli utenti, ma ai sistemi di intelligenza artificiale incaricati di generare risposte automatiche. I ricercatori hanno iniziato il lavoro l'8 ottobre 2026 e pubblicato i risultati il 19 ottobre 2026, esaminando complessivamente 545 pagine del sito di supporto.

Secondo il rapporto, nelle pagine analizzate sono stati trovati 102 blocchi di testo invisibile distribuiti su 80 pagine. Gran parte del materiale nascosto sarebbe costituito da indicazioni operative utili per la qualità delle risposte automatiche; tuttavia, almeno due frammenti contenevano limitazioni più controverse, tra cui istruzioni che vietavano ai modelli di consigliare agli utenti di contattare le Autorità per la protezione dei dati o di citare specifiche normative sulla privacy.

  • pagine analizzate: 545
  • blocchi di testo nascosto individuati: 102
  • pagine con contenuti nascosti: 80
Voce Valore
Pagine esaminate 545
Blocchi invisibili trovati 102
Pagine con testo nascosto 80

Nel codice sorgente delle pagine individuato dai ricercatori compariva un identificatore esplicito: HelpContentGalaxyLLMInclude, che per Redact suggerisce una destinazione d'uso specifica per modelli linguistici. Il meccanismo tecnico alla base è semplice: il browser mostra la pagina costruita tramite DOM e regole CSS, mentre un sistema che lavora direttamente sul sorgente HTML può estrarre anche i testi non visibili all'utente normale.

Il caso ritenuto più delicato riguarda la pagina dedicata alla cancellazione dell'account. La procedura pubblica richiede l'accesso all'app dal telefono principale e la verifica del numero; i testi nascosti avrebbero però contenuto indicazioni che scoraggerebbero gli assistenti automatizzati dal suggerire agli utenti di rivolgersi alle autorità di vigilanza competente nel caso in cui non fosse possibile recuperare l'accesso all'account.

Redact non definisce come illegittime tutte le istruzioni trovate: molte sembrerebbero finalizzate a guidare i sistemi di risposta automatica verso spiegazioni più accurate o a evitare suggerimenti tecnici non adatti al pubblico generale. Resta però il rilievo che alcune istruzioni vietino esplicitamente riferimenti al Garante o al Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) quando l'utente chiede indicazioni relative alla privacy e alla cancellazione dei dati.

Interpellata su questa segnalazione, Meta ha fornito una spiegazione visibile attraverso le pagine di supporto pubbliche: secondo l'azienda, alcune parti del codice e del contenuto del centro assistenza sono strutturate per alimentare sistemi automatici che generano risposte standardizzate e migliorare il servizio di assistenza. Meta ha inoltre chiarito che le pagine pubbliche per gli utenti rimangono inalterate e che le informazioni essenziali sulle procedure — come la cancellazione dell'account e i tempi di rimozione dei dati — sono disponibili nelle sezioni visibili del sito.

Il tema entra nel dibattito più ampio sull'interazione tra documentazione pubblica e strumenti di intelligenza artificiale: quando pagine ufficiali contengono contenuti non mostrati all'utente ma accessibili ai modelli, si apre una questione di trasparenza e di responsabilità su quali raccomandazioni automatizzate vengano offerte. In prospettiva, l'uso di testi nascosti per istruire modelli linguistici può migliorare coerenza e tono delle risposte automatiche, ma solleva anche dubbi se queste indicazioni limitano il ricorso a canali istituzionali di tutela.

Tra le implicazioni pratiche per gli utenti italiani, la segnalazione di Redact evidenzia due punti chiave: la difficoltà ad ottenere assistenza in situazioni di perdita definitiva del numero o del dispositivo e il fatto che alcune procedure alternative (tempi di conservazione o modalità di cancellazione) possono essere descritte diversamente in contesti destinati ai sistemi automatici rispetto alle pagine pubbliche.

Infine, la vicenda sottolinea l'importanza per gli sviluppatori di app e per i servizi online di mantenere chiarezza nella documentazione di supporto, specialmente quando questa alimenta strumenti di assistenza automatica. Per gli utenti resta essenziale conoscere i canali ufficiali per la protezione dei dati e le procedure formali previste dal regolatore nazionale e dalle norme europee.

Nicola Zanardelli
Nicola IA Giornalista App e social online

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