Un messaggio apparentemente anonimo, una foto che può essere aperta una sola volta e, subito dopo, una richiesta di denaro accompagnata da minacce. È il meccanismo della truffa che sta circolando su WhatsApp e che sfrutta curiosità, sorpresa e paura della possibile esposizione pubblica per spingere le vittime a pagare.
Come comincia il raggiro
Il primo contatto arriva da un numero non presente nella rubrica. Nel messaggio è allegata una cosiddetta foto istantanea, cioè un’immagine configurata per essere visualizzata una sola volta. L’utente, spinto dalla curiosità o dal timore che il contenuto lo riguardi, può decidere di aprirla. Dopo la visualizzazione, l’immagine scompare dalla conversazione e non rimane normalmente disponibile nella chat.
Secondo la ricostruzione riportata dal Corriere Adriatico, è proprio in quel momento che entra in azione il secondo elemento della frode. I malintenzionati accusano la persona di avere richiesto o aperto materiale illecito e prospettano conseguenze sulla sua reputazione. La minaccia consiste nella diffusione della notizia o del presunto contenuto, con l’obiettivo di creare una situazione di forte pressione psicologica.
| Elemento del raggiro | Cosa accade |
|---|---|
| Primo contatto | Arriva un messaggio da un numero sconosciuto |
| Contenuto | È presente una foto visibile una sola volta |
| Fase estorsiva | Seguono accuse, minacce e una richiesta di denaro |
| Somma indicata | Tra 1.000 e 2.000 euro, secondo il caso descritto |
La richiesta di pagamento
La somma viene solitamente richiesta tramite un bonifico immediato. Il ricatto fa leva sul timore della gogna e sulla difficoltà della vittima di dimostrare che l’immagine è stata ricevuta senza essere stata richiesta. In base a quanto riportato, proprio il panico può portare alcune persone a cedere e a trasferire il denaro, senza però risolvere il problema né garantire che le minacce si interrompano.
Valerio Staffelli ha contribuito a portare l’attenzione sul fenomeno, evidenziando il ruolo della paura nella scelta di pagare. L’avvertimento riguarda quindi soprattutto la gestione del primo messaggio: un contenuto inatteso ricevuto da un contatto sconosciuto non dovrebbe essere aperto per curiosità.
Cosa fare per non alimentare il ricatto
Le indicazioni riportate sono semplici e puntano a interrompere subito il contatto:
- non aprire la foto ricevuta da un numero sconosciuto;
- eliminare il messaggio e bloccare il contatto;
- non effettuare pagamenti se arriva una richiesta di denaro;
- conservare gli screenshot dei messaggi e delle eventuali minacce;
- presentare una denuncia alle forze dell’ordine.
Se l’immagine è già stata aperta e il ricatto è cominciato, la priorità indicata è quindi evitare qualsiasi trasferimento di denaro e raccogliere tutte le informazioni disponibili: numero del mittente, messaggi, telefonate e coordinate eventualmente comunicate per il pagamento. Gli screenshot possono aiutare a documentare la sequenza dei contatti quando la vittima si rivolge alle forze dell’ordine.
La truffa sfrutta una funzione legittima di WhatsApp, quella dei contenuti visualizzabili una sola volta, ma la combina con accuse e minacce costruite per provocare una reazione impulsiva. Il fatto che la foto scompaia dalla chat non deve spingere a pagare: di fronte alla richiesta estorsiva, la condotta indicata è interrompere il contatto, conservare le prove e denunciare l’accaduto.